Con Patto di sangue (1992) torna dietro la macchina da presa, firmando la storia di tre latino americani alla costante ricerca di una strada attraverso la realtà delle bande giovanili, della droga e del carcere. Molto più riuscito è L’ultima eclissi (1995), tratto dall’apprezzato romanzo di Stephen King “Dolores Claiborne”, con un’ottima Kathy Bates come interprete protagonista. Hackford ne fa un film in chiave femminista, particolarmente credibile nel confronto tra madre e figlia, contrassegnato da una sapiente scansione drammatica e da ritmati colpi di scena.

From the streets of Nashville to the back alleys of Lisbon, from the rooftops of Istanbul to the middle of the Thames, Nick and Kate chase their mark. When they find themselves pitted against a psychopathic bodyguard and a Portuguese enforcer who gets advice from a pickled head, they decide it time to enlist some special talent like a machete wielding Somali pirate, a self absorbed actor, an Oscar winning special effects artist, and Kate father Jake, a retired Special Forces operative. Together they could help make this Fox and O biggest win yet .

Giovanni ha 14 anni ed è innamorato di Jessica, compagna di classe in odore di bocciatura. Nel ruolo di portiere della squadretta della scuola si è guadagnato il soprannome di Banana, per quel destro incapace di tirare in porta e forse anche per la mania di indossare dentro e fuori dal campetto la maglia gialloverde del Brasile. Perché per Banana la vita va vissuta “alla brasiliana”, ovvero con coraggio, determinazione, volontà di rischiare.

13. Come sanno tutte le persone che praticano sport, la stratificazione è molto importante. Io considero viaggiare uno sport, e vestirsi a strati è davvero comodo. Divenuto un personaggio al suo primo film, ne girò subito degli altri. In Alraune, anzi nelle due Alraune poiché ne interpretò un’edizione muta nel 1928 ed una sonora nel 1930 ritrova, con le sue movenze serpentine, col suo sguardo freddo e soggiogante, il cté fantastico, misterioso, stregante dell’automa di Metropolis; in Abwege (1928), Pabst ne fa una moglie frustrata e inquieta, un personaggio che l’attrice affronta con sinuosa tensione, sembra una figurina art déco che si anima, una Menichelli rediviva e moderna. Nell’impersonare Antinea in Die Herrin von Atlantis (1931), la Helm fa di questa regina di un mondo perduto più che un’immagine, un’allucinazione, l’ossessionante miraggio di un deserto infuocato, un’impassibile statua che attira i suoi frenetici amanti in un’ultima voluttà dell’amore e della morte.I film della Helm non furono molti, poco più di una ventina in meno di dieci anni, e quelli sonori non sempre memorabili.