Reprinted from edition. NO changes have been made to the original text. This is NOT a retyped or an ocr reprint. Provo a distogliere la loro attenzione dallo schermo in ogni modo, ma inutilmente!”. A chi le ha chiesto cosa la ispira ogni giorno nel suo lavoro, ha risposto: “Cerco sempre di colorare i miei personaggi con tante tinte e sfumature, anche quando sono marginali. Per anni ho avuto parti secondarie.

Davanti alla prospettiva di passare un altro Natale da solo, Drew torna in pellegrinaggio nella sua casa d’infanzia e decide di “affittare” per le feste la famiglia di sconosciuti che nel frattempo vi si è insediata. Li pagherà 250 mila dollari, a patto che fingano di essere per lui una madre, un padre e un fratello minore. Il nonno viene invece assoldato da una compagnia di teatro amatoriale.

Il musicista Ry Cooder, invitato da Wenders, va alla scoperta dei musicisti del Buena Vista Social Club di Havana. I talenti che ospitava, erano (e sono) enormi, ma sconosciuti (fino a questo film) al grande pubblico. Wenders, col suo stile rigoroso, reale espressionista (appunto, è solo suo) racconta la loro storia, lunga, misera e magnifica.

Murray, Daniel Tyler, William Graves, Brian D. Ford, Michael C. Pavey, Keith J. About this Item: teNeues, 2007. Hardcover. Condition: Wie neu. Pluricandidato all’Oscar, Alejandro Gonzales Inarritu ha fatto del personale trionfo a Hollywood la sua rivincita su quanti affermavano che il suo cinema non avrebbe mai oltrepassato i confini geografici del Messico. Favorito dall’Academy, offre agli spettatori un cinema di estremo equilibrio, riservando anche qualche sorpresa. Per il pubblico è un piacere vedere i suoi film, sentire la musica, solitamente scritta da Gustavo Santaolalla, che accompagna le tragiche scene madri, illuminate da Rodrigo Prieto e dalla presenza di attori chiave del suo cinema come Gael Garca Bernal, che esprimono al meglio l’umana connessione che esiste fra tutti i popoli della terra.

Ci sono anche, per chi si intende di serie televisive, innumerevoli punti di contatto con A Team, ma le somiglianze si ravvisano anche col pessimo adattamento cinematografico della serie stessa, uscito sempre nel 2010: il drappello eterogeneo ma comunque unito e affiatato di soldati USA che subiscono un infingardo tradimento e tentano successivamente una rivalsa disperata che per ottiene l sperato, assomiglia fin troppo alla squadra d e di fiducia di Hannibal Smith, sebbene appaia molto caricaturale e quasi offensiva nei riguardi dell J. Patric, dal canto suo, un antagonista fuori dall ma neppure cos trasgressivo e deviante come vorrebbe risultare: la sceneggiatura non ha saputo sviluppare una figura di cattivo che travalicasse la noia consueta per trasformare questa pellicola, che vanta pure una regia piuttosto anonima, in un eventuale caposaldo di un generazione delle avventure viste al cinema. La soluzione di”The Losers”appare intelligente, con l continua tra dramma d un esordio tragico, all parodia, comicit spesso implicita, tra fermo immagine e “immagini in libert invero tipiche del”cinema d Nulla ci che sembra: premessa assoluta da assumere comunque, tutto cambia, in modo anche (relativamente, per casuale, dove comunque una certa”ratio”, una certa logica percorre comunque il film.