Paul Rudd è l’uomo perfetto. Il ragazzo con il quale ogni donna vorrebbe fidanzarsi ma, in barba a questo, sembra che la stessa carriera di Rudd miri a bombardare questo stereotipo all’interno del quale è stato incasellato, accettando ruoli drammaticamente antipatici e perfino un po’ bastardi. Ora però è ancora più difficile resistergli.

Nel 2013 invece è tra gli interpreti del secondo film da regista di Rocco Papaleo Una piccola impresa meridionale.Prima, di quattro puntate, da domani 12 maggio 2009, Canale 5 manderà in onda il film tv diretto da Ricky Tognazzi. Desiderio molto sentito, ultimamente, da Mediaset, che sta sperimentando diversi prodotti con buoni successi, anche se con un po’ di ansia, ammette Jacchia, che riconosce in questo film un lavoro di talento.Con questo film si ripercorre la strada di un genere, molto apprezzato nel passato, ovvero quello degli sceneggiati italiani, che riscuote successo in altri paesi (Francia, Germania, ma è anche utilizzato nel cinema americano) per capire se il pubblico sia pronto a recuperare il genere mistery. Un film che, oltre ai suoi protagonisti, Romina Mondello e Adriano Giannini (lei è Maria Grimaldi, ispettore di polizia; lui è Vasco Brandi, il commissario), vede un cast artistico assai nutrito (potremmo citare, tra gli altri Enrico Lo Verso, Giovanna Ralli, Tosca D’Aquino, Randi Ingerman, Giovanni Esposito, Franco Sciacca, Larissa Volpentesta, ma anche lo stesso regista) fatto assai desueto in una fiction italiana.

I furti seriali di occhiali ammonterebbero a 1 milione di euro ai danni di Luxottica, pezzi che venivano rivenduti a ottici compiacenti. Secondo le indagini, la banda sgominata rubava 120 paia di occhiali da sole o montature da vista (soprattutto Ray Ban e Persol, Prada) ogni settimana: alla fine se ne conterebbero 1300 trafugati. I provvedimenti restrittivi emessi dal tribunale di Ivrea hanno colpito sei indagati (quattro italiani e due romeni, dipendenti ed ex) per i reati di associazione per delinquere, furto aggravato, riciclaggio e ricettazione.

You say, I don trust the Gospels historicity That seems to be your presuppositional imposition on the Gospels. What primary investigation have you done into the nature of historicity of any document and applying those criteria to the Gospels? Other researchers have gone before you who have already done that and they have come to a positive position on the historicity of the Gospels and the NT. I thinking of leading researcher at the University of Manchester, the late F F Bruce: The New Testament Documents: Are They Reliable? (available online).