La trama è suddivisa in tre linee cronologiche: la prima è ambientata nel 1964, in un collegio salesiano nel quale l’atmosfera idilliaca dell’infanzia dei protagonisti è turbata dalla figura minacciosa di padre Manolo e dalla definitiva perdita dell’innocenza; la seconda nel 1977 e la terza, infine, nel 1980, con l’incontro fra Enrique ed Ignacio e la loro reciproca attrazione omosessuale. Se per certi aspetti il film di Almodvar può sembrare un fosco melodramma, nel suo complesso esso può essere definito soprattutto come un tipico esempio di noir, che recupera i fondamenti del cinema classico per rielaborarli secondo quell’ottica postmoderna tanto cara alla poetica dell’autore spagnolo. La mala educacin, infatti, rappresenta un autentico omaggio al cinema nero americano, dal quale riprende diversi elementi topici: il tono cupo e inquietante del racconto; una struttura narrativa costruita attraverso un sistema di flashback e di memorie sovrapposte; l’avidità e le passioni alla base del crimine e dell’omicidio; il desiderio come origine dell’ossessione; il ruolo del fato nell’esistenza umana; l’impenetrabile duplicità che caratterizza i personaggi.

Times, Sunday Times (2016)The study also offers some striking insights into political history. Times, Sunday Times (2017)You may also have to cope with doubts or disapproval from both of your families. The Sun (2016)They were also told to make the deals available to all.

Vai alla recensioneIl filmetto in sé è una classica americanata, con una regia e una recitazione sopra le righe, personaggi caratterizzati in modo elementare e ripartiti fra buoni e cattivi, e happy end finale (l’azienda aerea si salva) con tanto di ravvedimento del protagonista e punizione dei cattivi. Idiozia per la plebe, insomma. Tuttavia il film offre una caratterizzazione indimenticabile, ed estremamente preveggente, [.].

About this Item: Aryan, New Delhi, 2007. Hardbound. Condition: As New. Si ride un po’ meno, in compenso il discorso sull’intelligenza artificiale è affascinante sia dal punto di vista concettuale sia da quello filmico (con una debole eco del crepuscolo di Hal 9000). Certamente, scrittura e regia assicurano qui nuovamente un grandissimo equilibro tra le forze in campo, specie all’interno degli stessi Avengers, bilanciando la superiorità di Ironman, Thor e Hulk con un maggior protagonismo di Occhio di Falco e Black Widow (Capitan America sta un po’ nel mezzo). Allo stesso tempo, si conferma il quid in più di Tony Stark e Bruce Banner, cervello e sentimento di questa serie di film, tanto che la sequenza in cui lavorano insieme d’intelletto è più emozionante della loro prestazione nella battaglia.