Una perversione sola. Ci piacerebbe vederla vestita di pelle e con gli occhiali da sole, scatenatissima bad girl e con un mitra in mano, magari diretta da Quentin Tarantino! Una personalità artistica (che concede le lettere maiuscole alle parole Arte Drammatica) dietro un viso felliniano che avrebbe dato tanto spasso al nostro Federico nazionale.Italo irlandese, si diploma nel 1991 allo Studio Fersen. Successivamente, segue altri corsi, principalmente di approfondimento del linguaggio corporeo, studiando con Gustavo Frigerio, Sergeij Yssaev, Peter Claugh, Kenneth Rea, Danio Manfredini e nientemeno che Arthur Penn.L’esordio americano con Bruce WillisParallelamente, debutta come attrice nella pellicola americana Hudson Hawk, il mago del furto (1991) di Michael Lehmann con Bruce Willis, Danny Aiello, Andie MacDowell, James Corbun, Sandra Bernhard e David Caruso, anche se (per i primi tempi) prediligerà molto di più il teatro, esordendo sul palcoscenico, nel 1992, con “Ricorda con rabbia” di John Osborne, per la regia di Diego Roberto Pesaola.

La dipendente, Rosa Todoverto, 58 anni, secondo quanto riportato dal Corriere del Veneto, ha ora patteggiato per il furto aggravato al minimo della pena: quattro mesi e 400 euro di multa, con pena sospesa. Era l del 2010, quando a fine turno l si rec al reparto inscatolamento e confezionamento e si impossess di una decina di occhiali da sole Ray Ban, infilandoli nella borsetta. Soltanto che altri operai la videro e avvisarono il responsabile.

Al centro del film poi c’è l’appassionata e inquieta relazione tra Shy, un pescatore britannico espatriato, e Andrea, la figlia di un potente uomo d’affari locale. La loro storia dal destino avverso prima si scontra con la collera del fratello di lei e in seguito sfocia in tragedia quando ira, vendetta e autodistruzione a lungo covate divampano all’arrivo di Carl e Pippa. Tutto va a meraviglia, finché Rafi non rivela di essere palestinese.Nel tentativo di inserirsi e di essere accettato, l’uomo si offre di aiutare in cucina, ma a un certo punto inciampa e la zuppa surgelata che tiene in mano vola fuori dalla finestra del settimo piano, precipitando in testa a un pedone che somiglia tanto al padre di Leni.Nessuno si è accorto di nulla, ma Rafi, sempre più teso e aspettandosi da un momento all’altro di sentire arrivare la sirena dell’ambulanza, è costretto a continuare la cena, resa ancora più indigesta dalla zuppa recuperata fortunosamente per la strada.

Movimenti come questi, inquadrature che si svuotano o piani di ripresa che riproducono una stasi identica al paesaggio del borgo da cui si è fuggiti e alle identità imprecise colte sul ciglio friabile di un abisso geologico ed esistenziale, sono uno dei pregi di questo ottimo film d’esordio scritto e diretto dall’attore Zack Braff, protagonista della serie Tv Scrubs.Dal canale Mtv al cinema indipendente. Protagonista Zach Braff, simpatica star della serie tv Scrubs , ora attore, sceneggiatore e regista de La mia vita a Garden State , pellicola statunitense più dolce che amara ricca di eccentricità alla Lynch baciata dall’ottimismo di Capra. Al centro un giovane attore di Los Angeles (Braff, appunto) dipendente dal litio, quindi molto rallentato, che torna a casa in New Jersey dopo 9 anni per il funerale della madre.