Da lì il successo: tra le sue canzoni da solista e quelle realizzate al tempo degli Wham! sono ben 21 quelle che si sono guadagnate un posto nella Top 10 hits di Billboard e tra queste di contano dieci arrivate proprio al numero 1: “Wake Me Up Before You Go Go,” “Careless Whisper,” “Faith,” “Father Figure,” “I Knew You Were Waiting for Me” (con Aretha Franklin) and “Don’t Let the Sun Go Down On Me” (con Elton John). La sua più grande hit nelle Hot 100 è “Faith”, arrivata in testa alla classifica nel 1987 per restarci 4 settimane. Nel corso della sua vita George Michael ha visto 10 suoi album da solista nella Billboard 200 e tre di questi hanno guadagnato un posto tra i primi 10: Faith, Listen Without Prejudice Vol.

Also on the sidelines of the AU Summit, Ban spoke of the success of the African Leaders Malaria Alliance (ALMA), the “high level forum set up [in 2009] to oversee the efficient procurement, distribution, and utilization of malaria control measures, with the aim of ending unnecessary deaths from the disease by 2015,” writes in a separate piece.”The African Leaders Malaria Alliance is breaking down barriers, forging partnerships and getting supplies to families in record time,” Ban said. “This is remarkable progress. We need to encourage it and use the response to malaria as a model for battling other illnesses and social ills,” he added.

This is NOT a retyped or an ocr reprint. Illustrations, Index, if any, are included in black and white. Each page is checked manually before printing. Il padre, che in Germania era continuaNowhere in Africa, premiato con l’Oscar 2003 come miglior film straniero, è diretto dalla tedesca Caroline Link, una regista sensibile ai temi politici e ai disagi esistenziali degli individui meno fortunati. Il film è tratto dall’omonimo romanzo autobiografico di Stefanie Zweig, la scrittrice che all’età di sei anni si trasferì con la famiglia in Kenya per sfuggire alle persecuzioni naziste e quando rientrò in Germania nel 1947 subì quasi uno shock. Per raccontare l’ennesimo dramma delle persecuzioni naziste contro gli ebrei, la Link forza romanzescamente la storia vera ma lo fa con intelligenti soluzioni narrative e incisivi profili psicologici.Premiato nel 2003 con l’Oscar come miglior film stranierà, Nowhere in Africa è un interessante tentativo di raccontare l’Olocausto da una visuale defilata e inconsueta.

Sotto le mentite spoglie di un film di genere, Phoenix è estremamente efficace nel trattare il tema dell’identità tedesca messa a confronto con la pagina più buia della propria storia nazionale. E racconta un paese in cui nessuno chiede e nessuno vuole sapere, dunque non può gettare le basi per una vera rinascita. Questo film invece ti rimane impresso per il finale, una conclusione che mai prima d mi ha tanto coinvolto e affascinato.