Fotogenia solenne, jeu minimale e voce morbida sono gli strumenti privilegiati di un’artista che trascende con intelligenza e (auto)ironia lo statuto di icona fossilizzata. Oui, è Catherine Deneuve ma non si prende mai per Catherine Deneuve. Negli anni ha girato con Truffaut, Buuel, Demy, Vadim, Polanski, Melville, Ferreri, Téchiné, Desplechin, Garrel, Ozon, von Trier, ma sarebbe più elegante dire che loro hanno girato con lei, grande dame che i nuovi registi francesi reinventano sullo schermo (Elle s’en va, Piccole crepe, grossi guai, Quello che so di lei).Catherine Deneuve ha collezionato una filmografia abbagliante che debutta in fondo agli anni Cinquanta ma decolla in rime e canzoni nel 1964 con Les parapluies de Cherbourg.

Attore cinematografico e televisivo americano che si è fatto notare in patria con il ruolo di Ryan Church nel serial Back to You con Patricia Heaton e Kelsey Grammer. Dopo essere apparso anche in altri serial tv, comincia a lavorare anche al cinema, seppur sempre in ruoli marginali, e a Broadway.Studente di recitazione della University School of Nova Southeastern e della Carnegie Mellon University, si mette da subito in luce per la sua ironia ed è proprio grazie al suo umorismo e al suo fisico che viene scelto per recitare nello spettacolo di Broadway “The 25th Annual Putnam County Spelling Bee” nel ruolo di William Barfeé. Medici in prima linea, Numb3rs, Californication), passando ad avere ruoli di co protagonista nel già citato Back to You (2007 2008) e Woke Up Dead (2009).I filmCinematograficamente, recita in Mary and Joe (2002) di John R.

About this Item: Condition: Good. Woolley Walli Salisbury, Sale title 20th Century Contemporary Art, Sale date 10th December 2014, No. Of lots 234, No. Errori macro e micro si rincorrono e finiscono per accumularsi l’uno sull’altro in questo film che ha due anime inconciliabili tra loro, esattamente come il personaggio di Jim Terrier, che si è macchiato dei crimini peggiori ma sulle cui buone intenzioni di cooperante nessuno può aver niente da ridire. Parallelamente, il film di Morel vorrebbe far coincidere l’action spettacolare e spara tutto con un afflato drammatico e persino realistico, laddove si tratta il tema politico. Ciò che va per primo a farsi benedire, però, è proprio il realismo cinematografico, travolto da una serie di colpi di scena che non sorprendono nessuno, dai teatrini delle spiegazioni, dalla superficialità imperante, da una progressiva grossolanità delle immagini, che tocca l’apice con la scena dell’arena e con la trasformazione di Sean Penn in Sylvester Stallone.