Power to the people. Do it yourself. It’s been a disaster for most Americans. Oggi, però, risulta difficile immaginare Top Gun senza Tom Cruise.Eppure era stata proprio la richiesta dell’attore di un cachet troppo elevato, uno dei motivi per cui andò in fumo il progetto del secondo film. In realtà, poco dopo l’uscita del primo film, fu scritta la sceneggiatura del secondo che per diverse ragioni non fu realizzato. Ci riprovò la Paramount nel 2010 affidando la sceneggiatura a Jerry BruckheimereTony Scott, ma nel 2012 quest’ultimo fu ritrovato morto dopo essersi buttato da un ponte.

Nella stazione della metropolitana, Tomoo Taniguchi, anonimo impiegato, fugge di fronte ad una donna sul volto della quale si contorce una indefinibile, mostruosa forma metallica. La donna lo insegue, lo assale e Tomoo una volta uscito sulla strada si accorge di correre più veloce delle macchine. Svegliatosi nel suo letto, crede di aver sognato, ma presto si accorge che tutto è accaduto davvero: vittima di una mutazione, il suo corpo pulsa ed assimila il metallo e tutto ciò che è in casa; il suo sesso si trasforma in una trivella e durante un furioso amplesso uccide la sua fidanzata.

Nel film Alfred Molina interpreta Maxim Horvath, acerrimo nemico dello stregone Balthazar Blake Nicolas Cage; oltre a quest’ultimo sono presenti Monica Bellucci, Alfred Molina, Jay Baruchel e Teresa Palmer. Sempre nel 2010 un altro film targato Disney vede tra gli attori Molina, ed è la versione cinematografica del videogioco omonimo, Prince of Persia Le sabbie del tempo, del regista nominato all’Oscar Mike Newell. Continua con The Tempest e nel 2011 presta la voce per il film d’animazione Rango, tornando al doppiaggio nel 2013 con il film d’animazione Justin e i cavalieri valorosi e Monsters University.

La sua interpretazione più indelebile? Senza alcun dubbio a teatro.Figlio del giornalista, critico teatrale e commediografo Vincenzo Tieri (che fondò e diresse “Il Corriere del Teatro”), dopo essersi diplomato nel 1937 all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio D’Amico, debuttò a teatro in “Francesca da Rimini”, entrando poi nella compagnia del Teatro Eliseo di Roma, nella quale recitò Shakespeare, Puget, Testoni, Lodovici. Parallelamente cominciò anche la sua carriera nel cinema, esordendo nella commedia di Mario Mattoli Mille chilometri al minuto (1939), con Vivi Gioi, cui seguirà Manon Lescaut (1939) di Carmine Gallone.Nella Cinecittà fascista degli anni Quaranta, trovò una sua dimensione professionale in diverse commedie dei telefoni bianchi nel ruolo macchiettistico del fidanzato ossessionato dai tradimenti e dagli accesi scatti d’ira. Luigi Zampa, Goffredo Alessandrini, Mario Bonnard, Camillo Mastrocinque furono i suoi registi, ma fu presente principalmente nelle pellicole dirette da Carlo Ludovico Bragaglia come: Fuga a due voci (1942), Non sono superstizioso.