Collezione Occhiali Ray Ban 2016

Scritta da Carlo Lucarelli e diretta dai Manetti Bros., la serie, girata a Bologna, è sorella de Il commissario Manara di Davide Marengo, il regista del noir Notturno Bus. Qui abbiamo Guido Caprino, riccioluto, giubbotto di pelle, ray ban arancioni, sembra uscito dagli anni Settanta. Gli intrighi sentimentali con Lara (Roberta Giarrusso) fanno da contraltare ai casi da risolvere, tutti ambientati in Toscana, nella bassa Maremma.

Jack Torrance è uno scrittore in crisi in cerca dell’ispirazione perduta. Per trovarla e sbarcare il lunario accetta la proposta di rintanarsi con la famiglia per l’inverno all’interno di un gigantesco e lussuoso albergo, l’Overlook Hotel, solitario in mezzo alle Montagne Rocciose. L’albergo chiude per la stagione invernale e il compito di Jack sarà quello di custodirlo in attesa della riapertura.

Fenomenale nel ruolo della moglie del sindaco, accanto a Totò in 47 morto che parla (1950) di Carlo Ludovico Bragaglia, ma ancora più stupenda fu accanto a Silvana Mangano in Anna (1951) di Lattuada.Nel 1953, Mario Monicelli e Steno la vollero nel cast de Le infedeli e lo stesso anno, Matarazzo la dirigerà ancora una volta in Tormento (1953). A cavallo fra gli anni Cinquanta e Sessanta, continuò a recitare e a essere una presenza riconoscibile nel cinema italiano e non solo: Luigi Zampa, Francesco Maselli, Jean Delannoy, Umberto Lenzi, ma soprattutto Luchino Visconti con il suo Gattopardo (1963) la investirono ancora una volta di quel lato nobile che il suo timbro le conferiva.Negli anni ’70 ritornò sporadicamente sulle scene teatrali, sotto la guida di Aldo Trionfo in “Nerone è morto?” (1974) e “Lady Edoardo” (1978), e rivestendo la parte della Regina Madre in “Becket e il suo re” di Jean Anouilh, ma si concentrò principalmente sui suoi ruoli ne La donna della domenica (1976) dove interpreterà la madre di Jean Louis Trintignant e ne Il cuore di mamma (1988) di Gioia Benelli che fu il suo ultimo film, accanto a Ingrid Thulin, Massimo Girotti, Margarert Mazzantini e Lea Padovani.I suoi personaggi sembravano sempre avere la situazione sotto controllo, vere registe di un mondo edificante, fatto di moralità e virtù, facce signorili e vari vezzi. Lei riverberava bellezza all’ombra della quale molti registi tentavano di rifugiarsi, un po’ come dei bambini.

Il testo era scritto da Massimiliano Bruno, mio collega, amico e regista di Nessuno mi può giudicare. la storia che ha funzionato: era il racconto tragicomico e umoristico, trattato col registro della commedia, di una precaria incinta che è tra i primi silurati per smaltire il personale di una fabbrica.Tornerà anche al cinema con Massimiliano Bruno?Lui sta scrivendo il prossimo film e spero davvero di essere coinvolta. Ma non è detto.

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