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Che tentano di recuperare, che ascoltano i consigli degli amici, che sbagliano, che ritentano e sbagliano ancora di pi Ma soprattutto fa impressione la capacit del regista di evidenziare la fatuit che causa la fine di qualcosa di cos importante e sacro come l [+]Questo film stato distrutto dalle case di distribuzione cinematografiche che l presentato nei trailer come un film comico; e quando vai a guardare un film comico e c poco da ridere lo giudichi un flop.Questo non un film comico ma un film sulla nascita e soprattutto sulla fine di un amore; sulle banali, futili e inconsistenti motivazioni della sua fine.Un film che ti fa riflettere: tutti ci potremo riconoscere negli sfortunati a volte ingenui e a volte testardi protagonisti del film. Che tentano di recuperare, che ascoltano i consigli degli amici, che sbagliano, che ritentano e sbagliano ancora di pi Ma soprattutto fa impressione la capacit del regista di evidenziare la fatuit che causa la fine di qualcosa di cos importante e sacro come l e il gelo che rimane quando ci si incontra dopo qualche anno.Niente di nuovo; praticamente il classico ruolo di Jennifer Aniston, che proprio nella vita di coppia non riesce a cavarsela, sia nei film che nella vita reale. Una coppia scoppiata si ritrova a dover convivere forzatamente per un beve periodo, prima di vendere la casa; nascono cos i classici dispetti tra i 2 che tenteranno in ogni modo di farsi odiare.

John Godey, Nome d’arte di Morton Freedgood, è nato a Brooklyn, New York, nel 1912. Laureatosi al City College, Godey ha visto diversi articoli e racconti pubblicati su Cosmopolitan, Collier’s, Esquire e altre riviste, mentre lavorava a tempo pieno nell’industria cinematografica a New York negli anni quaranta. Ha occupato posizioni importanti alla United Artists, alla 20th Century Fox e alla Paramount, prima di decidere di concentrarsi sulla scrittura, mentre intanto continuava a lavorare part time per l’industria del cinema.

Prendete Stefano Accorsi e Giovanni Mezzogiorno alla fine de L’ultimo bacio, aggiungete 20 anni ed ecco comparire magicamente Fabrizio Bentivoglio e Laura Morante, protagonisti di quello che, se non è il seguito ufficiale del film che tanto successo ha dato al giovane regista, sicuramente è la quadratura del cerchio, la conclusione del trittico sui difficili equilibri della famiglia media italiana iniziato con Come te nessuno mai. Un po’ meno urlato del solito, il film di Muccino inquadra subito l’italia in cui vivono e si muovono i personaggi: quella delle radio accese persino in sala operatoria, quella in cui si possono semidistruggere le auto in sosta senza farsene troppi problemi, quella in cui le madri. Continua.

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